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stallo

 

Sondaggio «Ospo»: il 54% dei milanesi preferisce Sesto a San Siro

Dal "Corriere della Sera Milano" Maurizio Giannattasio di ieri 13 Maggio 

 

 

Era atteso per fine aprile, inizi di maggio, ma il dossier di Milan e Inter che deve servire da base per il dibattito pubblico non arriverà prima di metà giugno. Il motivo? Le squadre intendono incontrare prima il coordinatore del dibattito in modo da integrare il dossier in base alle sue richieste.
D’altra parte anche il coordinatore del dibattito pubblico, sebbene sarà individuato dal Comune entro settimana prossima, non potrà entrare in carica fino a che non sarà approvato il bilancio preventivo previsto per la fine di maggio. Il motivo? Il congelamento dei 200 milioni di spesa «congela» anche il coordinatore fino a che i conti non torneranno in ordine.

L’impressione è che ancora una volta si sia arrivati a una situazione di stallo e che nessuno abbia intenzione di spingere troppo sull’acceleratore in attesa di capire due cose: come andrà a finire il campionato che vede i rossoneri e i nerazzurri confrontarsi fino all’ultima partita ma anche come andrà a finire la trattativa per la cessione del Milan, tra gli arabi di Investcorp e gli americani di Redbird e se il nuovo acquirente confermerà la volontà di condividere uno stadio insieme all’Inter o se ne voglia uno tutto per sé.
Ipotesi, quest’ultima, ritenuta fantasiosa dalle parti in causa, anche perché la due diligence è stata fatta sulla base della situazione attuale, quella che vede le due squadre insieme per la realizzazione del nuovo impianto. Mentre resta in piedi quello che il presidente del Milan, Paolo Scaroni va ripetendo da settimane, ossia che l’ipotesi Sesto è sempre presente e per il Milan se ne sta occupando Beppe Bonomi, il manager che tra gli incarichi ha ricoperto anche quello di amministratore delegato di Milano Sesto, la società che si occupa della rigenerazione delle aree ex Falk.

In attesa di capire come si finirà la trattativa, Ospo, l’Osservatorio sociopolitico, ha presentato un sondaggio (mille interviste, Cari-Cawi), in cui chiede a milanesi e abitanti della città metropolitana se preferiscono che il nuovo stadio sorga nell’area di San Siro o a Sesto. Se il risultato del campione metropolitano non desta troppe sorprese con la vittoria di chi vedrebbe volentieri il nuovo stadio fuori dai confini milanesi (il 56% degli intervistati), colpisce il risultato del campione milanese. Il 54% preferirebbe che il nuovo stadio lasciasse la città per involarsi verso il territorio sestese. Essenzialmente l’area nord di Milano, mentre l’area est, quella più vicino al Meazza è perché lo stadio non si sposti da lì. «Il favore per lo spostamento fuori Milano — spiega il coordinatore di Ospo, Simone De Battisti — è maggiore nei territori più a Est-Nord Est, e tra i giovani e gli adulti, tra i gruppi sociali più professionalmente attivi e intraprendenti e tra i tifosi chiaramente milanisti e interisti in particolare».

Intanto il Comitato Sì Meazza ha annunciato una nuova assemblea pubblica per il 28 maggio al cinema Anteo.
«Dopo quasi tre anni dall’avvio di questa vicenda — scrive il Comitato — il progetto edilizio speculativo a San Siro è in grave difficoltà. Siamo oggi a un punto di svolta, e occorrono nuove iniziative per far andare avanti la salvaguardia e l’eventuale ammodernamento dello stadio Meazza».
Tra le ipotesi anche nuove azioni in campo legale e il punto sul ricorso al Tar.

 

 

 

Milano 14 Maggio

 

La Redazione

 

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