• SALVIAMO SAN SIRO

    Per dire "No" all’ abbattimento e alla cementificazione del quartiere, ma "SI" alla sua eventuale ristrutturazione che comprenda la riqualificazione dell' area con spazi dedicati ai giovani, allo sport, al verde comune e che allo stesso tempo ne venga mantenuta l' identità
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“I terreni sono pubblici, Sala fa un regalo a Milan e Inter”


Luigi Corbani è stato vicesindaco nella Milano degli anni Ottanta. Oggi anima il comitato “Sì Meazza” che si oppone all’abbattimento dello stadio di San Siro.

A che punto siamo dell’operazione San Siro?
Dopo tre anni di trattative private tra il sindaco Giuseppe Sala e le due società dalla proprietà incerta, dopo molti messaggi e dichiarazioni ai media di regime, accompagnati da rendering dell’area trasformata in foresta amazzonica, siamo arrivati a una determinazione dirigenziale (sic!) di una sottoposta del sindaco che fa propria la proposta delle due società, da sottoporre ora a un preconfezionato.

“dibattito pubblico”, dalle conclusioni predefinite.

Ci stiamo avviando rapidamente alla decisione irreversibile di abbattere il Meazza?
Non si era mai vista una determinazione dirigenziale che cambia una delibera di giunta: infatti, la giunta aveva parlato di “rifunzionalizzazione” dello stadio Meazza. E anche la “legge Stadi” prevede innanzitutto il recupero degli stadi esistenti.
Oggi invece si progetta la totale demolizione, perché – scrivono i creativi redattori del dossier stadio – “l’icona San Siro viene ‘liberata’ e non è più rappresentato dal
solo ‘edificio stadio’ ma da una vera e propria ‘funzione aggregativa’, capace di rendere lo sport accessibile a tutta la popolazione”. Da non credere! Per togliere l’icona, sull’area del Meazza è proposto un mastodontico centro commerciale. Il Comune dovrebbe invece chiedere fin d’ora nome e cognome degli operatori interessati al centro commerciale, agli uffici e alle altre attività. O vogliono farci credere che Inter e Milan saranno i costruttori e i promoter immobiliari?

Perché è così nettamente contrario alla demolizione?
Stiamo parlando di beni (lo stadio) e terreni (280 mila metri quadrati) di proprietà comunale. È evidente che non esiste alcuna valida motivazione per la demolizione del Meazza, se non quella di imbastire

un’operazione edilizia speculativa e remunerativa solo per le due società, con un enorme consumo di suolo.

Giuseppe Sala ha gestito personalmente tutta l’operazione…
Ma il sindaco, che già ha una maggioranza che scricchiola, forse non ha ancora capito che dovrà portare in Consiglio comunale una variante urbanistica sulla base di questa proposta da lui presa per buona e dovrà spiegare perché accetta la demolizione di San Siro: perché lo vogliono il fondo Elliott/RedBird e il fondo Suning/OakTree?

San Siro ha ospitato anche grandi concerti, da Bob Marley a Bruce Springs teen.
Sala non deve dimenticarsi che dal 1980 il Meazza, oltre al calcio, ospita grandi eventi, musicali e non solo: fino al 2019, oltre 130 concerti che hanno contributo anche ai costi di gestione della struttura pubblica e che dal 2000 sono incassati dalla società che gestisce lo stadio. A proposito, perché non sono pubblicati sul sito internet i bilanci della società M-I Stadio srl che gestisce in concessione un bene pubblico?

Sala sostiene che, se non accetta il progetto, Milan e Inter andrebbero a costruire lo stadio altrove.
È un’affermazione totalmente farlocca: dove vanno? E con quali soldi si costruisce uno stadio? Il sindaco in questi giorni si affanna a mentire sapendo di mentire, poiché nega che siano state proposte soluzioni alternative a quelle di Milan e Inter.

Qual è l’alternativa?
Il sindaco di Milano dovrebbe indire un concorso internazionale per l’ammodernamento dello stadio Meazza, degli spazi esterni e per la sua gestione. Questa è la proposta che da tempo noi avanziamo. Il Comune di Madrid ha detto no alla società Real Madrid che voleva fare operazioni immobiliari attorno allo stadio Bernabeu. La società, con i suoi soldi, ha poi realizzato un impianto avveniristico,
dopo un concorso internazionale.
Noi rischiamo di restare con uno stadio in compartecipazione tra le due squadre, mentre in tutta Europa i club, come anche a Torino, sono proprietari o hanno in concessione esclusiva lo stadio in cui giocano. Milano invece, inseguendo progetti immobiliari come questo, rischia di ritrovarsi in una bolla immobiliare, in quest’orgia di case di lusso, uffici e centri commerciali.

 

Milano 21 Settembre 2022

 

La Redazione

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San Siro Nuovo Stadio: INTERVISTA a Luigi Corbani Ex vice-sindaco - 3.7 out of 5 based on 3 votes

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