
Ci sono atti, decisioni, comportamenti e scelte che meritano di essere conosciuti, ricordati e valutati. Perché riguardano questioni di rilevante interesse pubblico e coinvolgono beni, risorse e territori appartenenti alla collettività.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per il futuro del territorio in cui viviamo. Le partite ancora aperte, strettamente legate tra loro, riguardano alcune aree di importanza strategica per Milano: il Meazza e le piste ippiche di Trenno e Maura.
Sette domande scomode per Milano. E qualche conto che non torna
1) I cinque ricorsi contro la vendita di San Siro
Il TAR Lombardia deve pronunciarsi sui cinque ricorsi presentati da diversi Comitati e Associazioni contro il procedimento che ha portato alla vendita di San Siro.
Dopo l’udienza del 23 giugno scorso, il Tribunale disponeva di 60 giorni per esaminare i procedimenti presentati contro l’iter di vendita che ha portato all’acquisto dell’attuale Meazza e delle aree limitrofe da parte di Inter e Milan.
La sentenza avrebbe quindi dovuto essere emessa entro 60 giorni dalla data dell’udienza.
2) La VAS e le criticità ambientali e sanitarie
È in corso la procedura di VAS – Valutazione Ambientale Strategica relativa al progetto, che è stato sottoposto a diverse osservazioni e critiche anche sotto il profilo sanitario e ambientale da parte di ARPA e ATS.
La VAS rappresenta una tappa fondamentale perché, in un percorso caratterizzato da trattative e decisioni spesso difficili da comprendere dall'esterno, costituisce uno dei momenti nei quali dovrebbe essere garantita informazione, trasparenza e partecipazione pubblica.
Non è un aspetto secondario: qualcuno aveva tentato di utilizzare la Legge Stadi per bypassare questo procedimento, ma tale operazione non è andata a buon fine.
3) La clausola di recesso prevista nell'atto di vendita
Nell’atto di vendita sottoscritto dal Comune di Milano è prevista una clausola di recesso in presenza di procedimenti giudiziari riguardanti l’operazione.
Un elemento particolarmente significativo se si considera che, come segnalato dalla Commissione Antimafia del Comune di Milano, rimangono interrogativi sull'identificazione dei titolari effettivi della controparte.
4) Carbon offset: il Consiglio comunale dice no
Il Consiglio comunale, contraddicendo quanto sostenuto dall’assessore Scavuzzo, si è recentemente pronunciato contro l’utilizzo dei crediti di carbonio come forma di compensazione ambientale per il progetto Meazza.
La delibera di vendita del Meazza n. 71/2025, approvata dal Consiglio comunale con il mio voto contrario e quello di altri colleghi, prevedeva nel dispositivo:
“interventi compensativi delle emissioni residue di CO2 da effettuarsi esclusivamente nel territorio di Milano, senza ricorso a crediti internazionali”.
Peccato, però, che l’Allegato 9 della stessa delibera, definito “parte integrante della presente deliberazione”, preveda la possibilità per il soggetto attuatore di compensare l’impatto ambientale anche attraverso l’acquisto di crediti carbon offset.
In altre parole, mentre il dispositivo della delibera parla di interventi da realizzare esclusivamente sul territorio milanese, l’allegato apre alla possibilità di compensazioni acquistate altrove: come piantare alberi dall’altra parte del mondo per compensare le emissioni prodotte a Milano.
Sul tema abbiamo pubblicato un articolo con i video degli interventi di Enrico Fedrighini e Anna Scavuzzo relativi al Consiglio comunale del 29 luglio 2026. Vedi: Link e Approfondimenti a fondo articolo
5) Le opere di urbanizzazione a scomputo: chi paga?
C’è poi il tema delle opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri, cioè di quelle risorse che, pur essendo legate a un intervento privato, finiscono per incidere sulle risorse pubbliche e sul patrimonio della collettività.
Il valore attribuito alla vendita del Meazza è di circa 73 milioni di euro, una cifra che si avvicina ai circa 70 milioni previsti per opere di urbanizzazione a scomputo, quindi realizzate nell’ambito dell’operazione senza un esborso diretto da parte del soggetto privato.
Tra queste opere vi sarebbe la trasformazione del Tunnel Patroclo, destinato a diventare una strada di collegamento con i parcheggi sotterranei.
Si tratta di un intervento molto oneroso e fortemente impattante sia dal punto di vista ambientale sia sotto il profilo della mobilità urbana.
E c’è un ulteriore elemento da sottolineare: quest’opera non risulta prevista nel Piano delle Opere Pubbliche del Comune, ma appare strettamente funzionale al progetto presentato dai fondi immobiliari proprietari di Inter e Milan.
Un recente articolo del Corriere della Sera ha inoltre reso pubblici sia i margini di profitto privato collegati all’operazione Meazza, sia i costi economici e ambientali che ricadrebbero sul Comune e quindi sui cittadini.
6) Trenno e Maura: il Comune vuole acquistare le aree verdi
Nelle prossime settimane dovrebbe inoltre concludersi in sede giudiziaria il contenzioso relativo alla compravendita delle aree verdi delle piste ippiche di Trenno e Maura, tra la proprietà Snaitech e una società di sviluppo immobiliare.
Il sindaco Sala ha annunciato, e la Giunta ha successivamente deliberato, l’intenzione del Comune di subentrare come acquirente.
Ma c’è un elemento che merita di essere chiarito.
Il costo che il Comune dovrebbe sostenere, circa 20 milioni di euro, sarebbe infatti superiore di ben quattro volte al valore di mercato attribuito a quelle aree, oggi verdi e inedificabili.
Quali sono dunque i rischi per la collettività?
E soprattutto: quali iniziative devono essere intraprese per difendere queste aree verdi e impedire che vengano sacrificate a future operazioni immobiliari?
7) UNA NUOVA CAUSA CONTRO LA VENDITA DI SAN SIRO
La vendita di San Siro potrebbe essere annullata.
A promuovere l’azione è un cittadino milanese rappresentato dall’avvocato Diego Gaetano Braghò.
Nell’atto viene richiamato l’articolo 9 del Testo unico degli enti locali, sulla base del quale un elettore può intervenire in sostituzione dell’ente quando ritenga che quest’ultimo non abbia esercitato azioni a tutela dei propri diritti patrimoniali.
La ragione prospettata dal ricorrente è quella della cosiddetta frode alla legge. Secondo la tesi esposta nell’atto, il problema non sarebbe rappresentato dal fatto che il 5 novembre fosse vietato sottoscrivere il rogito, ma dall’aver concluso l’operazione prima che potesse diventare rilevante il procedimento di verifica legato all’età del secondo anello.
Una nuova iniziativa giudiziaria che aggiunge quindi un ulteriore elemento di incertezza a un'operazione sulla quale sono già aperti diversi contenziosi.
8) E per finire: la sintesi di Corbani su San Siro
Per concludere, segnaliamo l’articolo di Corbani, con la sua “Sintesi su San Siro”, pubblicata online dal Coordinamento Parco Ovest.
Una lettura utile per ricostruire i diversi passaggi della vicenda e comprendere come le questioni del Meazza, delle aree verdi e delle trasformazioni urbanistiche siano strettamente collegate tra loro.
LINK E APPROFONDIMENTI
1. TAR Lombardia – Ricorsi sulla vendita di San Siro
Calcio e Finanza – TAR, vendita San Siro: udienza e sentenza
2. VAS – Documentazione relativa alla procedura
Documentazione Adobe Acrobat – VAS San Siro
4. Carbon offset – Il Consiglio comunale dice no alla “licenza di inquinare”
Salviamo San Siro – San Siro, bocciata la Giunta Sala: il Consiglio comunale dice no alla licenza di inquinare dei carbon offset
5. Profitti privati dell’operazione Meazza
Articolo del Corriere – Margini di profitto dell’operazione Meazza
5. Costi economici e ambientali a carico del Comune e dei cittadini
Documentazione – Costi dell’operazione Meazza
7. Nuova causa contro la vendita di San Siro
La Verità – Inchiesta sulla vendita di San Siro
8. Coordinamento Parco Ovest – Sintesi su San Siro
Coordinamento Parco Ovest
Sintesi su San Siro – articolo di Corbani
Milano 11 Settembre
La Redazione