Categoria la Politica

San Siro, si riapre lo scenario della ristrutturazione: le condizioni di Inter e Milan

Sala, Scaroni, Antonello Incontro Ristrutturazione 22 Febbraio2024

 

Dopo la proposta di WeBuild di rinnovare San Siro in più fasi, senza interrompere le partite di Inter e Milan, oggi si è tenuto un incontro a Palazzo Marino tra i Club e il sindaco Beppe Sala.

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I FATTI

  1. L’incontro - Sala, Scaroni e Antonello hanno discusso della fattibilità di questa soluzione. L’abboccamento ha stabilito alcuni punti chiave. “Webuild S.p.A. offrirà gratuitamente la sua collaborazione, come già annunciato, per realizzare uno studio di fattibilità entro tre mesi; le squadre forniranno le linee guida per una possibile ristrutturazione che renda lo stadio più moderno ed efficiente”, si legge in una nota condivisa dopo l’incontro. “Successivamente, l’Amministrazione comunale e i team valuteranno la possibilità e le modalità per procedere”, continua il comunicato. Si tratta di un segnale di apertura da parte delle due società, che tornano a considerare l’ipotesi San Siro, anche in condivisione.

  2. Il nodo della capienza - Un altro aspetto cruciale del comunicato riguarda la preoccupazione di Inter e Milan: “La necessità di salvaguardare la capienza dello stadio durante i lavori. Gli interventi dovranno essere quindi compatibili con il calendario delle partite, delle manifestazioni sportive e degli eventi di intrattenimento, per evitare danni economici”. Giocare troppi match con una capienza ridotta sarebbe una perdita insostenibile per le due squadre di Milano, che per questo motivo avevano inizialmente escluso l’ipotesi di una ristrutturazione sul modello del Bernabeu a Madrid o del Camp Nou a Barcellona.

  3. Condizioni e alternative - Inter e Milan hanno anche ribadito altre due condizioni indispensabili: la costruzione di altri edifici attorno allo stadio e la proprietà del nuovo impianto.
    Si legge nel comunicato: “Nel progetto andranno considerati sviluppi urbanistici nell’area di San Siro, in particolare per la sua riqualificazione. Condizione vincolante, da definire nelle modalità, è che lo stadio diventi di proprietà delle squadre”. “Il Sindaco - conclude la nota - ha preso atto che le squadre proseguiranno nell’esplorazione delle possibilità alternative esistenti, con la speranza però che il percorso avviato su San Siro porti rapidamente a una conclusione soddisfacente per tutti gli attori in campo”.

Il Milan ha già acquistato per 40 milioni di euro il terreno a San Donato Milanese, mentre i nerazzurri hanno una clausola di prelazione sull’area di Rozzano-Assago da esercitare entro aprile. Va ricordato inoltre che il Milan si è già cautelato nel caso il progetto stadio non si realizzasse, come era emerso da documenti ufficiali consultati da Calcio e Finanza riguardo all’acquisto del 90% di SportLifeCity.

Di seguito la parte del documento ufficiale interessata alla salvaguardia:

«Anche laddove […] AC Milan non intendesse sfruttare l’area per la costruzione del nuovo stadio, potrebbe comunque utilizzarla per lo sviluppo di altri interessanti progetti in area entertainment e sport; ferma inoltre restando la possibilità di trasferire le quote di SLC nonché gli obblighi assunti con gli accordi sottoscritti con C&P, CFS e SLC ad altre società direttamente o indirettamente controllanti o controllate da AC Milan e pertanto, in ipotesi, laddove non fosse di interesse per AC Milan sviluppare alcun progetto sull’area, la Società potrebbe liberamente trasferire le quote e gli impegni a società del gruppo Redbird che ha già dichiarato informalmente ad AC Milan il proprio possibile interesse in proposito».

QUI LA NOTA UFFICIALE DI PALAZZO MARINO DI OGGI


Milano, 22 febbraio 2024 – Si è tenuto oggi a Palazzo Marino un incontro tra Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Alessandro Antonello, Amministratore Delegato Corporate FC Internazionale Milano, e Paolo Scaroni, Presidente AC Milan.

Scopo dell’incontro è stato la verifica di un piano di fattibilità relativo alla ristrutturazione dello stadio di San Siro.

Questo il percorso che si è condiviso di intraprendere.

Webuild S.p.A. collaborerà pro bono, secondo la disponibilità in tal senso già manifestata, con la redazione di uno studio di fattibilità che dovrà essere consegnato in tre mesi; le squadre produrranno linee guida per una possibile ristrutturazione che porti alla disponibilità di uno stadio più moderno ed efficiente.

A valle di questo, l’Amministrazione comunale e i team verificheranno la possibilità e le modalità per procedere.

I rappresentanti dei Club hanno ribadito la necessità di una tutela dell’eventuale perdita di disponibilità di capienza dello stadio durante i lavori. Gli interventi dovranno essere quindi compatibili con il calendario delle partite, delle manifestazioni sportive e degli eventi di intrattenimento, al fine di evitare danni economici, ma soprattutto per mantenere un’esperienza coinvolgente, sicura e confortevole per gli spettatori e le spettatrici.

Nel progetto andranno considerati sviluppi urbanistici nell’area di San Siro, in particolare per la sua riqualificazione.

Questione vincolante, nelle forme da definire, è che lo stadio dovrà diventare di proprietà delle squadre.

Il Sindaco ha preso atto che le squadre continueranno nella esplorazione delle possibilità alternative in essere, con l’auspicio però che il percorso intrapreso su San Siro porti rapidamente a una conclusione soddisfacente per tutti gli attori in campo.

 

 

  Il Commento della Redazione


L
a nostra convinzione è che i Club vogliano sfidare il sindaco Sala, costringendolo a concedere maggiori vantaggi edilizi sulle 2 Torri con uffici e servizi, sulle aree funzionali esterne, sulle aree Commerciali e quelle vicine allo stadio di San Siro, che il Comune vorrebbe rinnovare.
In pratica realizzare il progetto edilizio previsto nel piano originale presentato nel “Dibattito Pubblico” ma… sotto le spoglie di una “Ristrutturazione” e NON di un “Abbattimento”.

San Siro, Sala lancia l'ultima proposta ai club: ristrutturazione e diritto di superficie a 100 anni

Commissione Consiliare del 31 Gennaio 2024

 

Il sindaco Sala e l’architetto Giulio Fenyves presentano il progetto di ristrutturazione del Meazza e il rendering di come potrebbe diventare lo stadio in futuro.
La proposta: dato che «il vincolo sul secondo anello ci sarà», Palazzo Marino valuta «solo» l’opzione della «ristrutturazione» per convincere i club a restare a Milano.

     Introduzione del Sindaco Giuseppe Sala
         Presentazione del progetto Architetto Giulio Fenyves

QUI potete scaricare documento del Progetto di Ristrutturazione dello stadio di San Siro dell' Architetto Giulio Fenyves  -  ARCO Associati

 

Il Comune concederebbe loro il «diritto di superficie» del Meazza «a lunghissimo termine», ossia per 90-100 anni. Questo, secondo Sala, comporterebbe questi vantaggi: i club potrebbero inserire San Siro nel loro bilancio e continuare a giocare sul campo del Meazza pagando, a fronte di un valore dello stadio stimato in 100 milioni di euro, circa un milione l’anno, mentre ora i milioni che le squadre versano sono 10 (5 di canone e 5 di manutenzione straordinaria). A questo andrebbero aggiunti circa 300 milioni di lavori per l’impianto sportivo e gli investimenti per migliorare anche il quartiere.

Per Inter e Milan l’operazione sarebbe comunque vantaggiosa dal punto di vista economico, è la convinzione di Palazzo Marino.

L’ultimatum: l’avvio di un percorso di ristrutturazione è legato alla risposta formale che il Comune aspetta da tempo sulle intenzioni delle squadre, le quali nel frattempo stanno portando avanti i loro piani fuori città. Per ora, Milan e Inter non commentano.

Le società non hanno ancora visto lo studio e quindi non entrano nel merito, ma si dichiarano entrambe disponibili  se arrivasse una presentazione ufficiale a dare un’occhiata.

L’Inter, tra le due, è il club che potrebbe essere più interessato a rimanere a Milano e Sala lo sa: da manager, da sindaco e da tifoso.
Il Milan, che ha messo l’acceleratore sul suo piano a San Donato (dove il sindaco Francesco Squeri ha appena annunciato incontri pubblici per presentare il progetto rossonero alla città), non chiude ancora la porta a Milano.

Ma perché i club che hanno sempre rifiutato la ristrutturazione ora dovrebbero cambiare idea? Per diversi motivi, secondo Sala:
1) Sono cambiate le condizioni economiche delle società
2) E' cambiato il quadro macroeconomico con i suoi tassi di interesse altissimi
3) Sono cambiate le ipotesi di progetto: la novità dello studio firmato dall’architetto Giulio Fenyves permetterebbe ai club di convivere con il cantiere, mentre le proposte presentate in passato (come la “Galleria” di Aceti-Magistretti) non avevano suscitato l’interesse del Comune e dei club.

Basterà quanto detto ieri per far cambiare idea a Inter e Milan? Difficile, ma non impossibile: «Siamo qui per spingere le squadre a ripensare un’ultima volta al valore che c’è nel rimanere nella città di Milano», ha detto Sala, il quale nei prossimi giorni scriverà al Milan e convocherà rossoneri e nerazzurri in Comune.

Ieri pomeriggio è arrivato anche un sostegno dal governatore lombardo Attilio Fontana: «Se si potesse mantenere lo stadio a San Siro sarebbe la soluzione migliore».

Per il gruppo leghista in Comune, invece, la proposta di Sala è tardiva.

Quello presentato ieri, comunque, è uno studio, non il progetto che sarà eventualmente realizzato. Cioè, lo ha spiegato anche lo stesso promotore De Chirico, è «la base di partenza per un nuovo dialogo con le società».

                                                                                            Intervento Alessandro De Chirico


Il Pd, intanto, con il suo capogruppo Filippo Barberis, fa sapere che all’idea di uno stadio fuori da Milano è contrario tutto il partito, hinterland incluso.


                                                                                   Intervento Carlo Monguzzi

                                                                                Intervento Enrico Fedrighini

I consiglieri Monguzzi e Fedrighini chiedono che il Comune ritiri il ricorso al Tar sul vincolo, mentre il DEM Giungi richiede attenzione, in fase di eventuali lavori, per l’accessibilità ai disabili.

 

                                                                 Intervento finale Sindaco Giuseppe Sala e  Giulio Fenyves


In serata il sindaco si è detto soddisfatto della commissione, anche per una ritrovata «armonia» con il Consiglio.

 

 

 

 

 

 

Milano 01 Febbraio 2024

 

 

 

 

La Redazione

Concerti estivi a Milano, il sindaco incontra i residenti. Finardi contro Rossi: “Musica alla Maura, troppe violazioni

concerti alla Maura

 

Giovedì il vertice a Palazzo Marino. Finardi contro i concerti alla Maura: “Struttura inadatta, basta live fuori controllo”. Il sindaco Sala incontra il comitato dei residenti.


Il sindaco Beppe Sala ha convocato il Coordinamento per la tutela del verde cintura urbana di Milano-Parco Ovest per discutere della controversa programmazione musicale estiva.
All’incontro, previsto per giovedì mattina a Palazzo Marino, potrebbero partecipare anche altri membri della giunta.

EugenioFinardiLo stesso giorno, il Coordinamento, sostenuto da centinaia di residenti, terrà un’assemblea pubblica alla Polisportiva Garegnano. Tra i temi all’ordine del giorno: il futuro delle aree ippiche, il progetto dello stadio Meazza, la tutela del Parco Sud e il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt).


Incontro Pubblico Giovedi 1 Febbraio 2024

 

Tra i relatori, ci sarà anche il cantautore Eugenio Finardi, che vive vicino all’ippodromo La Maura e che si è espresso contro i concerti in quell’area.
Finardi ha criticato anche Vasco Rossi, che su Instagram ha difeso il diritto alla musica e ha ironizzato sulle lamentele dei residenti. Finardi ha risposto auspicando che Rossi non suoni più alla Maura e riduca le sue date al Meazza.

 

 

 

Massimiliano FavotiCome indicato dal Corriere Milano di oggi il Coordinamento invierà domani una lettera alla giunta con alcune richieste.
Il portavoce Massimiliano Favoti chiede: «Quando applicherete la delibera con i nuovi limiti di carico per singola area, approvata dal Consiglio il 16 novembre? Come farete a far rispettare la delibera, che oggi viene violata dagli organizzatori per quanto riguarda le pause e le sovrapposizioni? Come ci assicurerete che non ci saranno più “sviste”?»

 

 

 

 

 

 

 

Milano  29 Gennaio 2024

 

 

 

 

La Redazione

 

 

San Siro, il Comune tenta il colpo di scena: ristrutturazione da 300 milioni e stadio da 75 mila posti

Nuovo Progetto di Ristruttrazione San Siro

 

Di seguito il video del Regionale della Lombardia delle 19:30 di ieri e l'articolo di Federica Venni  ( Repubblica Milano del 19 Gennaio) che sommarizzano la nuova iniziativa del sindaco Giuseppe Sala per convincere i Club a restare a Milano.

 

Progetto di Ristrutturazine Fenyves - Bozzola

Progetto di ristrutturazione di San Siro Fenyves - Bozzola

Palazzo Marino si gioca l’ultima carta per far restare Inter e Milan a San Siro. Il 31 gennaio, durante una commissione consiliare convocata ad hoc, sarà presentato un inedito progetto che propone la ristrutturazione del Meazza a un costo che si aggira intorno a 300 milioni di euro e senza che i due club debbano trovarsi un posto dove giocare durante i lavori. Perché, questa è l’idea, i lavori convivranno con le partite.

Una new entry che, nelle intenzioni del Comune, potrebbe convincere le società, che nel frattempo stanno andando avanti sulle loro opzioni a San Donato e a Rozzano, a restare a Milano. Quella della riqualificazione della Scala del calcio è un’opzione che Inter e Milan hanno sempre scartato: sia per la convivenza con gru e ruspe (dove si gioca mentre mettono tutto a nuovo?), sia per i costi, sia per l’impossibilità, a detta loro, di ottenere un risultato all’avanguardia e in linea con quelli delle altre grandi squadre europee.

Un progetto di ristrutturazione del Meazza — la Galleria di Aceti-Magistretti — era già stato presentato, ma è sempre rimasto nel cassetto.

La nuova ipotesi di ammodernamento porta la firma tecnica dello studio di architettura e ingegneria Arco Associati e la paternità politica dell’opposizione: a portare il pacchetto al sindaco Beppe Sala e al suo staff è stato infatti il capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico. Il nuovo San Siro avrà 75 mila posti, 5 mila in più rispetto alle due arene che i club stanno facendo progettare fuori Milano e circa ottocento in meno rispetto all’attuale assetto.

Di questi, 10 mila saranno “posti speciali”, tra sky box e nuove modalità di fruizione. Biglietti premium, in sostanza. Il disegno di massima prevede anche una sorta di quarto anello da sviluppare, però, non in altezza, ma in maniera complementare alla struttura esistente. Ad essere rivisto, poi, sarà anche il sistema di accessi: addio distesa di asfalto interrotta da cancellate, arriverà una configurazione un po’ più accogliente. Il tutto, secondo il progetto, sarà accompagnato da una riqualificazione del quartiere (con costi ancora da quantificare): più semplice e meno impegnativa di quella prevista dall’ormai vecchio dossier sul gemello del Meazza, ma con aree verdi e servizi per i cittadini. L’obiettivo è quello di far gola sia ai club che ai consiglieri comunali, anche a quelli che in questi anni si sono dimostrati più scettici e intransigenti sull’operazione di una nuova arena da costruire sulle ceneri dell’attuale.

Difficile che Inter e Milan, ora orientate rispettivamente su San Donato e Rozzano, tornino sui loro passi, ma c’è chi ancora pensa non sia detta l’ultima parola. Soprattutto nella prospettiva di futuri cambi di proprietà delle squadre.

Il futuro delle due milanesi e del loro stadio (o dei loro stadi) è appeso agli assetti societari, ecco perché di porte davvero chiuse ancora non se ne vedono. Formalmente, infatti, i club non hanno nemmeno ancora abbandonato il dossier del nuovo stadio a Milano, perché agli uffici di Palazzo Marino non è arrivata alcuna lettera ufficiale di disdetta. Restano, però, le parole del presidente rossonero Paolo Scaroni e del ceo nerazzurro Alessandro Antonello che tirano dritto sui loro progetti. A San Donato la giunta ha dato il via libera politico alla variante al Pgt che serve per la costruzione della nuova casa rossonera, ma l’iter richiede anche un  passaggio — mai scontato — in Consiglio comunale.

L’Inter, invece, ha concordato il procedimento da seguire con il Comune di Rozzano e con la proprietà dell’area su cui sorgerà il nuovo impianto. Quello che sarà presentato il 31 gennaio ai consiglieri è soltanto uno studio di fattibilità di massima. Da qui, poi, qualora la soluzione fosse accolta dalle squadre, il Comune dovrebbe confezionare un bando o un concorso internazionale per la redazione del progetto definitivo prima ed esecutivo poi.
Ma siamo ancora ai primissimi step di questa operazione “salvataggio” del Meazza. Intanto, un’altra data da segnare in calendario è il 14 marzo, giorno in cui il Tar, dopo il ricorso del Comune, ha calendarizzato l’udienza di merito sul vincolo annunciato dalla Sovrintendenza.
Un timbro che dovrebbe scattare il prossimo anno, quando il secondo anello spegnerà 70 candeline.





  Il Commento della Redazione

 

Il progetto non è ancora stato presentato, ma abbiamo la certezza che la soluzione proposta da Palazzo Marino conterrà aspetti che potrebbero essere molto interessanti per i Club:

  • Costruzione di 2 Torri con uffici e servizi
  • Aree funzionali all’esterno
  • Aree Commerciali

Una bella ciliegina sulla torta per soddisfare l’appetito contabile di Inter e Milan; insomma  un affare immobiliare di cui non si sa nulla di volumetrie e consumo del suolo.
Con speranza e timore aspettiamo il 31 Gennaio e ci auguriamo che il tutto non si trasformi in una vera e propria beffa per i cittadini.

 

 

 

 

Milano 20 Gennaio 2024

 

 

La Redazione

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